The Box Series
Un'esplorazione visiva dello spazio liminale che precede il movimento. Sottratto al ritmo della pista,
il ciclista attraversa un territorio quasi primordiale, dove la performance non è ancora accaduta, ma è
è già impressa nella pelle: una forza latente, trattenuta per un istante prima di prendere forma.
Fuori dalla funzione che lo definisce, l'atleta si muove, lasciando che il corpo ritrovi i suoi gesti.
Anche ciò che lo circonda perde contesto: gli oggetti si incontrano, si contaminano.
La preparazione nasce da segni, consuetudini e azioni ancora radicati nel quotidiano che, attraverso la ripetizione, si elevano a una dimensione rituale.
il ciclista attraversa un territorio quasi primordiale, dove la performance non è ancora accaduta, ma è
è già impressa nella pelle: una forza latente, trattenuta per un istante prima di prendere forma.
Fuori dalla funzione che lo definisce, l'atleta si muove, lasciando che il corpo ritrovi i suoi gesti.
Anche ciò che lo circonda perde contesto: gli oggetti si incontrano, si contaminano.
La preparazione nasce da segni, consuetudini e azioni ancora radicati nel quotidiano che, attraverso la ripetizione, si elevano a una dimensione rituale.
A visual exploration of the liminal space preceding movement. Stripped from the rhythm of the track, the cyclist crosses a suspended, almost primordial territory, where performance has not yet occurred, but is already etched into the skin: a latent force, held back for a split second before taking shape. Divorced from the function that defines him, the athlete moves,
allowing the body to reclaim its own gestures. Even his surroundings shed their context: objects meet, contaminating one another. Preparation stems from signs, habits, and actions still rooted in the everyday which, through repetition, elevate themselves into a ritual dimension.
allowing the body to reclaim its own gestures. Even his surroundings shed their context: objects meet, contaminating one another. Preparation stems from signs, habits, and actions still rooted in the everyday which, through repetition, elevate themselves into a ritual dimension.